Modulo 4 · Il catalogo

Gli strumenti

Il catalogo ragionato. Per ogni strumento non basta sapere cos'è: la domanda giusta è perché esiste in un portafoglio, che ruolo gioca. Sono tutti esempi, non raccomandazioni: nessuno è "il migliore" in assoluto.

Azioni e indici

Comprare un'azione significa possedere una piccolissima fetta di un'azienda: dei suoi profitti, della sua crescita, del suo rischio. Comprare azioni singole è però concentrato e difficile. Per questo esistono gli indici: panieri che raggruppano centinaia o migliaia di aziende.

La maggior parte degli indici è "a pesi di capitalizzazione": ogni azienda pesa in proporzione al suo valore di mercato. Le più grandi pesano di più, le piccole di meno. Non è una scelta soggettiva: è una conseguenza matematica.

🇺🇸 Perché gli USA pesano ~60%

In un indice azionario mondiale a pesi di capitalizzazione, gli Stati Uniti valgono oggi circa il 60%. Non perché qualcuno abbia "deciso" di puntare sull'America: è semplicemente quanto vale il mercato USA rispetto al resto del mondo. È un dato di fatto, non una scommessa — ma è bene saperlo, perché porta con sé un'esposizione al dollaro (Modulo 6).

ETF — lo strumento principe del retail

L'ETF (Exchange Traded Fund) è probabilmente l'invenzione più utile per il piccolo investitore. È un fondo che replica un indice e si compra e vende in borsa come una normale azione, in tempo reale, con costi bassissimi.

Esempio concreto

Un singolo ETF azionario globale tipo FTSE All-World contiene circa 3.700 aziende di tutto il mondo — mercati sviluppati ed emergenti — in un solo strumento. Con un clic possiedi un pezzo dell'economia globale. Può fare da unica componente azionaria di un portafoglio semplice.

Le caratteristiche da conoscere di un ETF

CaratteristicaCosa significaQuando preferirla
Accumulazione (Acc)Reinveste automaticamente i dividendi dentro il fondoPer far crescere: efficiente e senza tasse sui dividendi lungo il percorso
Distribuzione (Dist)Ti paga i dividendi sul contoPer chi vuole un reddito periodico
Domicilio Irlanda (UCITS)Ritenuta ridotta sui dividendi azionari USAQuasi sempre: è un vantaggio fiscale strutturale
TERIl costo annuo di gestionePiù basso è, meglio è: per gli indicizzati spesso < 0,3%
🌍 Anatomia di un portafoglio azionario semplice

Un ETF Acc, domiciliato in Irlanda, su un indice mondiale, a basso TER: queste quattro caratteristiche descrivono il mattone azionario di moltissimi portafogli retail sensati. Non perché sia "il prodotto giusto per tutti", ma perché incarna i principi del Modulo 3: ampio, semplice, economico.

Obbligazioni governative (BTP, BOT)

Con un'obbligazione presti denaro a qualcuno — qui lo Stato — che in cambio ti paga interessi (le cedole) e ti restituisce il capitale alla scadenza. I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono i titoli di Stato italiani a medio-lungo termine, con cedole periodiche; i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) quelli a breve, entro i 12 mesi.

  • Cedola — l'interesse periodico che incassi.
  • Scadenza — quando ti viene restituito il capitale (il "valore nominale", di solito 100).
  • Prezzo — quanto vale il titolo oggi sul mercato: oscilla giorno per giorno.
  • Rendimento — quello che ottieni davvero, combinando cedole e prezzo d'acquisto.
🏷️ Rating e rischio di default

Prestare soldi a uno Stato non è privo di rischio: se quello Stato non riesce a ripagare i debiti (default), chi detiene il titolo può perdere parte o tutto il capitale. Quanto è affidabile un emittente lo sintetizza il rating, un voto assegnato da agenzie come Moody's, S&P e Fitch — dalla "tripla A" dei più solidi giù fino al livello "spazzatura". L'Italia ha oggi un rating di fascia media (area BBB): considerata abbastanza solida, ma non quanto Germania o Stati Uniti. È anche per questo che i BTP rendono un po' più dei titoli tedeschi: rendimento più alto significa quasi sempre rischio percepito più alto, non soldi gratis. Per la parte difensiva, in genere si privilegiano emittenti con rating elevato.

⚠️ Un'obbligazione non è liquidità

È l'errore più comune. Finché non scade, il prezzo di un'obbligazione si muove — soprattutto quando si muovono i tassi di interesse. Se i tassi salgono, il prezzo dei titoli già emessi scende (e viceversa). Quanto scende dipende dalla duration: più lontana è la scadenza, più il prezzo è sensibile. Quel prezzo, però, conta solo se vendi prima della scadenza: chi tiene il titolo fino alla fine riprende comunque l'intero valore nominale, senza perdita nominale.

Il widget qui sotto mostra il meccanismo. Cambia la variazione dei tassi e guarda quanto si muove il prezzo a seconda della duration. Nota come il money market (gli ETF monetari, che spieghiamo tra poco: duration quasi zero) resti praticamente fermo: quello sì che assomiglia a cash.

🤔 Se il prezzo sale molto, vendo o aspetto la scadenza?

Dipende da cosa ti serve, ma tieni a mente due punti fermi. (1) Alla scadenza ti viene restituito il valore nominale — di solito 100, né più né meno, in aggiunta alle cedole già incassate. Non ti danno di più solo perché nel frattempo il prezzo era salito. (2) Il prezzo "alto" che vedi oggi è quello che incasseresti vendendo prima della scadenza. Vendere ora ti fa monetizzare subito quel guadagno, ma poi quei soldi vanno reinvestiti — spesso a rendimenti più bassi (è di solito proprio per questo che il prezzo è salito: i tassi sono scesi). Se invece tieni fino alla scadenza, sai già con esattezza quanto otterrai. Per un piccolo investitore che usa le obbligazioni come parte difensiva, in genere ha senso comprarle pensando di tenerle a scadenza: così le oscillazioni di prezzo nel mezzo diventano rumore che puoi ignorare.

🏛️ Asta primaria vs mercato secondario

Puoi comprare un BTP in asta (quando lo Stato lo emette) oppure sul mercato secondario (da altri investitori, in qualsiasi momento). Comprare in asta, quando disponibile, spesso azzera le commissioni rispetto al secondario. A scadenza, comunque, il titolo rimborsa il valore nominale: le oscillazioni di prezzo lungo il percorso non contano se lo tieni fino alla fine.

ETF obbligazionari

Come per le azioni, puoi avere obbligazioni in un solo strumento. Un ETF obbligazionario "aggregate" globale raccoglie migliaia di titoli (governativi e societari) di tutto il mondo. Spesso è EUR hedged, cioè con il cambio coperto: utile, perché la parte difensiva del portafoglio non dovrebbe aggiungere rischio di valuta.

Oro e materie prime

L'oro non produce nulla — niente cedole, niente dividendi. Allora perché tenerlo? Per la decorrelazione: tende a comportarsi diversamente da azioni e obbligazioni, e storicamente offre una copertura nelle crisi e contro l'inflazione.

🥇 Piccolo e strutturale, non da movimentare

Il ruolo dell'oro è un'allocazione piccola e stabile (tipicamente 3–4%), messa lì per la sua funzione di stabilizzatore — non qualcosa da comprare e vendere inseguendo il prezzo. Nota tecnica: per l'oro si usa di solito un ETC (Exchange Traded Commodity). Tecnicamente non è un fondo come l'ETF, ma un titolo di debito garantito dall'oro fisico depositato in caveau; per chi investe, però, si compra e si vende in borsa esattamente come un ETF.

Money market e liquidità remunerata

Gli ETF monetari (money market) fanno rendere qualcosa alla liquidità "parcheggiata", restando liquidabili in 1–2 giorni e con oscillazioni minime. Sono utili per il fondo di emergenza e per la "polvere secca" — i soldi in attesa di essere investiti. È il modo per non lasciare la liquidità a rendere zero.

Come funzionano? Il fondo presta denaro a brevissimo termine: compra titoli di Stato a pochi mesi e deposita liquidità presso le banche. Il suo rendimento segue quindi da vicino i tassi della BCE — oggi rende qualcosa, ma se i tassi scendono rende meno.

Non è un conto deposito

Attenzione all'equivoco più comune: un ETF monetario non è un conto deposito garantito. È un fondo, e come ogni fondo il suo valore non è garantito: in condizioni normali oscilla pochissimo, ma in teoria può anche scendere, e non gode della tutela fino a 100.000 € del fondo interbancario che protegge i conti deposito e correnti. In pratica resta uno strumento molto sicuro e liquido — ma va capito per quello che è: liquidità remunerata, non un salvadanaio blindato. Per le somme che devi assolutamente non perdere e ti servono a vista, un conto deposito o corrente garantito resta più adatto.

Conti deposito

Semplici, garantiti (entro i limiti del fondo di tutela), comodi. Ma vanno valutati al netto: gli interessi sono tassati al 26%, e c'è il bollo. Confrontati al netto, spesso un conto deposito perde contro un titolo di Stato di pari scadenza, tassato solo al 12,5%. Lo vediamo in dettaglio (con widget) nel Modulo 5.

Fondo pensione (previdenza complementare)

Uno strumento fiscalmente molto vantaggioso, pensato per il lunghissimo periodo. I vantaggi sono concreti:

deducibili
I versamenti riducono il reddito imponibile, fino a 5.164,57 €/anno
20%
Tassazione sui rendimenti, contro il 26% degli altri strumenti
15% → 9%
Tassa sul capitale finale che ritiri alla pensione: parte dal 15% e scende fino al 9%

Cos'è la "prestazione finale"? È ciò che ricevi quando vai in pensione: il montante accumulato (i tuoi versamenti più i rendimenti), che puoi prendere in parte come capitale e in parte come rendita. Su quella somma l'imposta parte dal 15% e scende dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9% (dopo 35 anni di adesione). Tradotto: prima apri il fondo e più a lungo lo tieni, meno paghi alla fine.

🔒 Il trade-off: capitale vincolato

In cambio dei vantaggi fiscali, il capitale è vincolato fino alla pensione (salvo casi specifici: acquisto prima casa, spese sanitarie gravi, ecc.). È uno strumento potente per il suo scopo — la pensione — non un salvadanaio da cui attingere a piacere.

PIR — spesso meglio evitarli

I Piani Individuali di Risparmio offrono vantaggi fiscali in cambio dell'investimento in aziende italiane. Il problema: per chi vive, lavora e ha già il proprio reddito legato all'Italia, aumentano la concentrazione sul mercato domestico — esattamente l'opposto della diversificazione geografica. In più, molti prodotti PIR hanno costi alti. Per la maggior parte delle persone, spesso sconsigliati.

🔑 Da portare a casa

  • Un ETF azionario globale (Acc, Irlanda, basso TER) può essere l'unico mattone azionario di un portafoglio semplice.
  • Le obbligazioni non sono liquidità: il prezzo oscilla coi tassi, tanto più quanto è lunga la duration.
  • L'oro serve per decorrelazione: piccolo (3–4%) e strutturale, non da movimentare.
  • Money market per fondo emergenza e polvere secca; conti deposito da valutare sempre al netto.
  • Il fondo pensione è fiscalmente ottimo per il suo scopo, ma vincola il capitale.
  • I PIR sono spesso sconsigliati per chi è già esposto all'Italia.